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Maschere contro l'inquinamento: prestazione del filtro e aderenza al viso sono cose diverse

Test di maschere vendute a Pechino hanno mostrato perché un buon materiale filtrante da solo non garantisce una bassa esposizione alle particelle mentre si indossa una maschera.

Testare il materiale e l'intera maschera

Cherrie e colleghi hanno testato nove maschere commercializzate a Pechino per l'inquinamento da particelle. Hanno misurato la filtrazione di particelle diesel attraverso il materiale della maschera, poi hanno testato quattro tipi di maschera su volontari durante attività sedentarie e attive. I test sui volontari misuravano il carbonio nero all'interno e all'esterno della maschera.

Le perdite hanno cambiato il risultato

La perdita media verso l'interno nei test sui volontari variava ampiamente: 3–68% da seduti e 7–66% durante attività attive. Solo un tipo di maschera testato aveva in media una perdita inferiore al 10% in entrambe le condizioni. Questi dati descrivono le specifiche maschere, i volontari e i test; non valutano ogni respiratore attualmente in vendita.

Quale protezione è stata effettivamente misurata

Era un piccolo studio di prestazione, non uno studio clinico sulla prevenzione delle malattie. I test sul materiale e quelli sulle perdite nei volontari usavano misure diverse e non devono essere trattati come intercambiabili. La filtrazione delle particelle non stabilisce neppure protezione da gas come ozono, NO₂ o CO.

L'aderenza deve far parte di ogni spiegazione sulle maschere

Evita di descrivere una classificazione del filtro come una riduzione garantita dell'esposizione di chi lo indossa. Lo studio sostiene l'opportunità di spiegare sia la prestazione del filtro sia la tenuta sul viso, considerando l'idoneità per chi lo indossa e per l'attività. Indossare una maschera non rende sicuro ogni livello di inquinamento o durata dell'attività all'aperto.

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